
Lunedì 2 novembre 2026, alle ore 18.30, la Domus Mazziniana di Pisa (Via M. d’Azeglio 14) inaugura MAZZINI XXI – Democrazia in azione, il nuovo ciclo di incontri, idee e libri «per una società più libera», dedicato ai temi della storia, della politica e dell’innovazione.
Il primo appuntamento, intitolato «Repubblica, Libertà, Innovazione. Un dialogo sul futuro della libertà nell’età dell’innovazione», è la presentazione del volume di Andrea Lorenzo Capussela, Fellow della London School of Economics and Political Science, The Republic of Innovation. A New Political Economy of Freedom (Cambridge, Polity Press, 2026). Ne discutono con l’autore Fiammetta Cioè (Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento) e Alessandro Nuvolari (Scuola Superiore Sant’Anna); coordina Pietro Finelli (Domus Mazziniana).
Il volume ha ricevuto il giudizio positivo di Philip Pettit (Princeton University e Australian National University), autore di Republicanism e tra i principali teorici della libertà come non-dominazione. Pettit ne apprezza la capacità di mostrare quanto questa idea di libertà conti per comprendere le condizioni dell’innovazione, e lo definisce «una lettura essenziale per chiunque abbia a cuore il miglioramento delle nostre società».
Il libro è stato inoltre inserito dal Financial Times tra i migliori libri estivi del 2026 per l’economia, nella selezione curata da Martin Wolf, che lo ha descritto come «un’opera originale e provocatoria su come coniugare libertà e prosperità».
Il libro
Punto di partenza di The Republic of Innovation è la critica di un’idea di libertà ormai diffusa e quasi scontata: quella che la identifica con l’assenza di vincoli. Secondo Capussela, questa concezione rende le nostre società meno eque, perché non vede che la libertà di agire può tradursi in libertà di dominare: sul lavoratore da parte del datore di lavoro, sui cittadini da parte delle grandi piattaforme tecnologiche, sulla collettività da parte di ristrette élite. Ma, sostiene l’autore, ci rende anche meno prosperi.
A questa visione Capussela contrappone la libertà repubblicana come non-dominazione: è libero chi non dipende dalla volontà arbitraria di altri. Intrecciando filosofia politica e moderne teorie della crescita economica, mostra come una società che persegue questo ideale diventi anche più innovativa: quando un numero crescente di persone dispone di sicurezza sufficiente per sperimentare e assumersi dei rischi, i talenti, distribuiti in modo casuale nella popolazione, possono emergere, e le posizioni di rendita non riescono a chiudere i mercati alle imprese più innovative. Da questa sinergia l’autore ricava le basi per programmi politici capaci di aiutare le democrazie occidentali a superare l’eredità del neoliberismo e la loro crisi.
Gli ospiti
Andrea Lorenzo Capussela è Visiting Fellow presso il Department of Government della London School of Economics and Political Science. Dopo un’esperienza nel settore delle fusioni e acquisizioni, dal 2008 al 2011 ha diretto l’unità economica dell’International Civilian Office, l’organismo che ha supervisionato il Kosovo dopo l’indipendenza, e in seguito è stato consigliere del ministro dell’Economia della Moldavia, per conto dell’Unione europea. Ha conseguito il dottorato in diritto internazionale all’Università di Milano con una tesi sulla politica della concorrenza. È autore di State-Building in Kosovo: Democracy, Corruption and the EU in the Balkans (Bloomsbury, 2015), di The Political Economy of Italy’s Decline (Oxford University Press, 2018; ed. it. Declino. Una storia italiana, LUISS University Press, 2019), di Declino Italia (Einaudi, 2021) e, da ultimo, di The Republic of Innovation (Polity Press, 2026). Collabora con quotidiani e riviste italiani e internazionali, tra cui Domani, Le Grand Continent e il Financial Times.
Fiammetta Cioè ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Filosofia del diritto presso la Sapienza Università di Roma, con una tesi dal titolo Giustizia, tecnica e diritto. Al di là del nichilismo digitale. I suoi studi tentano di problematizzare la stretta connessione che intercorre tra la diffusione del pensiero nichilista e la spinta digitale che investe ogni ambito della socialità, tra questi il diritto. È stata borsista post-doc presso l’Istituto Italiano per gli Studi Storici. Attualmente svolge la propria attività presso l’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento.
Alessandro Nuvolari è professore di Storia economica e direttore dell’Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Formatosi all’Università Bocconi di Milano, ha conseguito il PhD in Economics alla Eindhoven University of Technology. Si occupa di storia economica dell’innovazione e del cambiamento tecnico, con particolare attenzione alla Rivoluzione industriale in Inghilterra e all’industrializzazione italiana, e del rapporto tra diritti di proprietà intellettuale e attività inventiva. È fellow dell’Economic History Programme del CEPR.
Pietro Finelli è direttore scientifico della Domus Mazziniana di Pisa e docente incaricato di Storia internazionale dell’età contemporanea e di Storia dei conflitti e della pace presso l’Università di Pisa.
Informazioni
Quando: lunedì 2 novembre 2026, ore 18.30
Dove: Domus Mazziniana, Via M. d’Azeglio 14, Pisa
Ingresso: libero fino a esaurimento posti
Diretta: sui canali social della Domus Mazziniana (facebook.com/DomusMazziniana youtube.com/@domusmazziniana245)